Biodistretto del Parco naturale di Porto Conte, una puntata da guardare

Biodistretto del Parco naturale di Porto Conte, una puntata da guardare
Condividi

La puntata per la presentazione pubblica del primo Biodistretto della Sardegna è stata un successo. Si può rivedere cliccando in questo link Biodistretto

Molti i temi trattati: l’importanza della creazione delle filiere, la difesa dell’ambiente naturale, la promozione della produzione biologica, le botteghe bio, l’agriturismo all’interno del Parco.

Ignazio Cirronis, presidente di Copagri Sardegna, e OP di S’atra Sardigna, cooperativa leader in Sardegna, e non solo, sulla produzione e commercializzazione dei prodotti biologici. S’atra Sardigna è capofila del progetto del Biodistretto, “ci credo molto”, dice Cirronis, “da più di trent’anni lavoriamo su un settore che all’inizio sembrava un’utopia, adesso i tempi sono maturi per lanciare un’alleanza tra più soggetti che agiscono sul territorio”. Unire le competenze e le bellezze del Parco Naturale con gli obiettivi dei produttori bio. Creare un circuito che arrivi fino al consumatore, che avrà a disposizione ottimi prodotti e un marchio riconoscibile nelle “botteghe del biodistretto”.

Un circuito virtuoso che vedrà come protagonisti il mondo della produzione e quello dell’Area Naturalistica, con la particolarità che i prodotti saranno commercializzati all’interno del BioDistretto. Un’innovazione che porterà alla creazione di strumenti di commercializzazione collettivi: le Botteghe del BioDistretto, un unico logo, unico stile di arredamento, un’unica filosofia di produzione e vendita. Un viaggio che si chiude con il consumatore finale, il quale avrà la possibilità di acquistare i prodotti bio in tutti i punti vendita del BioDistretto che a loro volta saranno delle “Ambasciatrici del Parco” per promuoverne la conoscenza e la visita da parte dei consumatori.

Luciano Deriu, di Legambiente Sardegna saluta con molto entusiasmo la natura del progetto. “Non possiamo che essere contenti per questa iniziativa, che dimostra quello che abbiamo sempre sognato quando abbiamo creato il Parco Regionale. Il nostro progetto era proprio quello di unire la creazione di un’oasi naturalistica con la produzione economica. Ricordo che Alghero, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, non è una città che basa la sua economia sul mare, ma soprattutto sulle attività dell’agricoltura. Perciò questo progetto è perfettamente in linea con la nostra idea di sviluppo sostenibile”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si trova Monica Carboni, titolare dell’Agriturismo Agave, perfettamente inserito nel Parco Regionale di Porto Conte. La dimostrazione pratica di come creare una filiera corta, il km0 per eccellenza. “Siamo un’azienda promotrice del Biodistretto”, dice Monica Carboni, “siamo stati certificati dal Parco, quindi un disciplinare da seguire che rispetta i principi dell’ecosostenibilità, disciplinare che riguarda anche la trasformazione del prodotto. Siamo già un’azienda biologica, e ci veniva naturale aderire a questo programma super interessante. Riesce ad unire diverse aziende, che fanno parte del Parco, sono biologiche e quindi hanno un’idea comune di vita”. Afferma infine Monica “sono convinta che questa è la strada migliore: fare rete. E’ difficile che uno da solo riesca a fare qualcosa di buono, fare rete quindi è l’obiettivo. Un unico brand che favorisce una maggiore visibilità”.

Per scoprire e sentire dal vivo le voci dei partecipanti, raccogliere informazioni sulla possibile partecipazione al progetto, scoprire come Il piccolo principe sia arrivato ad Alghero, guardate la diretta facebook a questo link


Condividi

copagrisardegna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *