Nono incontro per la costituzione del Biodistretto Sud Sardegna, dedicato alla filiera vitivinicola

Il giorno 28/09/2021 alle ore 11:30, in video conferenza tramite la piattaforma Skype di Copagri Sardegna, si è tenuto il nono incontro di animazione territoriale finalizzato alla costituzione del Biodistretto Sud Sardegna, in conformità alle disposizioni per il contenimento della pandemia Covid 19.

L’incontro è finalizzato all’analisi SWOT ( punti forza, debolezza, opportunità e minacce) dellafiliera vitivinicolaBIO.

L’incontro è stato convocato attraverso avviso pubblico sul sito web Copagri Sardegna (www.copagrisardegna.it) sul canale social Facebook di Copagri Sardegna e sul canale Facebook della CIA Cagliari.

Sono presenti i soggetti proponenti Ignazio Cirronis Presidente di Copagri Sardegna, Pietro Tandeddu Direttore di Copagri Sardegna, i portatori di interesse del territorio (Enti di ricerca e Università di Cagliari, imprese certificate BIO rappresentative della filiera vitivinicola quali produttori, cantine ,etc ).

Ignazio Cirronis Presidente di Copagri Sardegna passa la parola ai tecnici Laore che curano le attività di facilitazione e animazione degli incontri.

Ciriaco Loddo Agenzia Laore Sardegna, conduce il tavolo di filiera in veste di facilitatore, precisa che l’incontro odierno sarà incentrato sull’analisi SWOT della filiera vitivinicola BIO e attraverso un lavoro di gruppo con i portatori di interesse saranno analizzati quattro aspetti: i punti di forza, intesi come fattori positivi interni alla filiera che rappresentano un vantaggio competitivo e consentono la valorizzazione delle produzioni vitivinicole Bio del Sud Sardegna; le opportunità costituiscono quelle condizioni esterne alla filiera che possono favorire lo sviluppo del settore; i punti di debolezza riguardano tutti gli elementi interni alla filiera che limitano lo sviluppo della stessa; le minacce costituiscono quelle variabili esterne che possono limitare lo sviluppo della filiera.

Di seguito invita tutti i portatori d’interesse a intervenire in sintesi sulle positività e negatività interne ed esterne al territorio.

Gli aspetti positivi e negativi evidenziati dagli interventi dei portatori d’interesse presenti sono riportati nelle seguenti tabelle:

ASPETTIPOSITIVI (puntidiforzaeopportunità)
Territorio del Sud Sardegna vocato alle produzioni vitivinicole BIO per la presenza di clima e suoli favorevoli
Ampi margini di crescita del mercato dei vini BIO (è il settore più dinamico e in crescita negli ultimi 5 anni)
Qualità del territorio e dell’ambiente del Sud Sardegna
Produzioni vitivinicole BIO dell’Arcipelago del Sulcis caratterizzate da coltivazioni su piede franco, vigne centenarie, vigne su sabbia fronte mare, che determinano un alto valore aggiunto e di altissima qualità
Le produzioni vitivinicole BIO dell’Arcipelago del Sulcis hanno rese quali quantitative paragonabili a quelle convenzionali
ASPETTIPOSITIVI (puntidiforzaeopportunità)
La lotta biologica nella viticoltura è efficace se paragonata a quella di altre coltivazioni
Presenza di leggi specifiche che promuovono lo sviluppo dell’enoturismo
Crescente attenzione del mercato al vino proveniente da vitigni autoctoni (es. Bovale, Cagnulari, Nasco, Malvasia di Cagliari, Moscato di Cagliari
Presenza di numerose DOC
Richiesta crescente della ristorazione locale di vini BIO sardi
Presenza dell’OCM vino
Agricoltura digitale come supporto alla diagnosi precoce di fitopatologie (es. centraline, sensori) più facilmente applicabile alla viticoltura
Le piccole produzioni enologiche BIO, fortemente legate al territorio e alla tradizione come elemento di valorizzazione sul mercato
ASPETTINEGATIVI (puntidi debolezzaeminacce)
Presenza di piccole produzioni enologiche BIO con alti costi fissi che incidono sul prezzo del prodotto finale
Mancanza nel territorio del Sud Sardegna di manodopera specializzata e di possibilità di ricorrere al contoterzismo per la coltivazione dei vigneti BIO
Eccesso di burocrazia per gli adempimenti sulla certificazione BIO, della DOC e negli adempimenti di cantina relativi al vino (es. registrazioni di cantina)
Mancanza nel Sud Sardegna di figure professionali che seguano l’intero iter degli adempimenti burocratici relativi alla conduzione dei vigneti e delle cantine BIO
Presenza di endemismi parassiti della vite (es. cicalina tipica di Calasetta)
Mancanza di ricerca per studiare soluzioni di difesa fitopatologica della vite in BIO
I vini sardi BIO non sono adeguatamente promossi sul mercato
I costi di promozione dei vini BIO della Sardegna non sono sostenibili dai piccoli produttori non associati
Insufficiente collaborazione tra gli operatori della filiera vitivinicola BIO
Molti piccoli produttori BIO vinificano avvalendosi delle grandi cantine rendendo meno evidente il legame con la vigna
Mancanza di formazione / informazione / animazione / assistenza e servizi per vinificare in proprio tra piccoli produttori BIO
I prodotti di nicchia e alcune denominazioni non sono sufficientemente conosciute dal mercato extra regionale (es. Carignano)
Effetto deriva dovuto ai trattamenti fitosanitari dei vigneti in alcune zone con importante coltivazione convenzionale che inquinano le produzioni BIO confinanti
Insufficiente assistenza tecnica sul settore vitivinicolo BIO legata al fatto che non sono presenti figure specializzate
Cambiamento climatico
Scarsa produzione enologica BIO Sarda e scarsa presenza sui mercati
Scarsa visibilità dei vini sardi BIO nel canale Horeca
Superfici aziendali vitate, comprese quelle BIO, molto basse
Alti costi di produzione per i vini BIO sardi
ASPETTINEGATIVI (puntidi debolezzaeminacce)
Vincolo comunitario che non permette l’incremento delle superfici vitate
Alcune cantine sociali non sono sufficientemente organizzate per le produzioni BIO (anche per il convenzionale)
Continua diminuzione dei consumi di vino a favore di altre bevande
Le strade del vino non valorizzano adeguatamente il vino BIO sardo nella ristorazione
Bassa presenza di vitigni iscritti alla DOC
La ristorazione non conosce adeguatamente i vini BIO e i territori di provenienza
La filiera corta dei vini BIO nel Sud Sardegna non è sufficientemente sviluppata
La gestione dell’OCM vino in Sardegna è da migliorare in particolare nell’aggiornamento del catasto viticolo

IgnazioCirronisCopagriSardegnariepiloga succintamente, gli aspetti salienti della filiera vitivinicola discussi nel corso dell’incontro, sottolinea che alcune positività e negatività sono comuni per tutte le filiere. Un limite è rappresentato dalla piccola dimensione delle aziende vitivinicole e a tal fine occorre progettare degli interventi per favorire l’ aggregazione e la costituzione di reti tra i produttori anche per ridurre i costi di produzione e favorire l’ applicazione in campo delle innovazioni dell’agricoltura digitale. Il Bio-distretto sarà uno strumento per organizzare servizi comuni tra gli operatori della filiera vitivinicola.

Ciriaco Loddo Agenzia Laore interviene precisando che il Distretto ha la funzione di organizzare meglio i piccoli produttori. Illustra alcune buone pratiche, ad esempio in Barbagia alcuni piccoli produttori hanno adottato tecniche di coltivazione tradizionali (lavori in campo con i buoi, la potatura, la raccolta manuale e la festa della vendemmia) con ottimi risultati in termini di promozione, immagine e marketing.

Pasquale Sulis Agenzia Laore, rimarca che durante l’ incontro sono emersi dei proficui spunti di discussione, utili per la restituzione dei risultati delle attività di animazione e per l’ elaborazione della strategia progettuale.

Ignazio Cirronis ricorda ai presenti, i prossimi appuntamenti programmati per il giorno 28/09/2021 alle 18:00 riguardante l’analisi delle problematiche della filiera olivicolo olearia.

La riunione si conclude alle ore 13:00.

Report redatto dai tecnici dell’Agenzia Laore Sardegna