COPAGRI SARDEGNA:CRISI COMPARTO SUINICOLO. INTERVIENE LO STATO, MA NON IN SARDEGNA

COPAGRI SARDEGNA:CRISI COMPARTO SUINICOLO. INTERVIENE LO STATO, MA NON IN SARDEGNA
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In relazione alla crisi che ha investito, tra l’altro, il comparto suinicolo a seguito delle restrizioni imposte dal coronavirus, con la chiusura del canale HoReCa, la fermata degli agriturismi, determinando un fortissimo crollo del fatturato, il Sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate, rispondendo ad una interrogazione svoltasi in Commissione Agricoltura al Senato ha confermato la ferma volontà del governo al sostegno alla filiera.

In particolare ha affermato che:

  1. il ministero ha già destinato 13 milioni di euro del Fondo Indigenti per l’acquisto di prosciutti DOP e e salumi IGP o DOP;
  2. intende sostenere la promozione ed il rafforzamento delle C.U.N. (Commissioni Uniche Nazionali) che fissano i prezzi di cessione;
  3. promuoverà una forte campagna promozionale delle produzioni nazionali;
  4. segue con attenzione presso la Commissione UE l’iter della richiesta di rendere obbligatorio, anche per le carni suine trasformate, l’indicazione di origine. Alla stessa Commissione è stata avanzata la richiesta di uno straordinario ammasso privato.

“Poiché questi provvedimenti toccano solo una parte degli interessi delle aziende sarde, orientate prevalentemente alla produzione del porchetto da latte – ha dichiarato Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri Sardegna – sta alla Regione integrare le politiche nazionali intervenendo a ristorare in parte i suinicoltori sardi per le perdite subite, anche coprendo le spese sostenute per mantenere in azienda suinetti che erano destinati alla vendita e non ad essere ingrassati, tra l’altro in strutture non adeguate a tale funzione.

Infine – prosegue Pietro Tandeddu, direttore regionale di Copagri – riprenda con maggiore energia i rapporti con la Commissione europea per riaprire alle produzioni sarde i mercati nazionali ed esteri in virtù dei buoni risultati registrati nella lotta contro la peste suina africana; tale obbiettivo, nell’autunno scorso, pareva a portata di mano. Si vorrebbe sapere quali ostacoli ne impediscono ancora la realizzazione. Si bloccano animali e prodotti da questi derivati quando, in questo momento, si vogliono allargare le maglie per il movimento degli uomini, pur essendo in ballo la loro salute.”


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