COPAGRI SARDEGNA: CRISI COMPARTO BOVINO. LA REGIONE INTERVENGA

COPAGRI SARDEGNA: CRISI COMPARTO BOVINO. LA REGIONE INTERVENGA
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“Nessuno può rimanere indifferente davanti al grido di dolore proveniente dal comparto dell’allevamento bovino isolano, in particolare dalle maggiori aziende di produzione e trasformazione (3A e Cooperativa Produttori di Arborea) che si inquadra in una crisi complessiva che colpisce tutto l’allevamento italiano.

L’aumento vertiginoso dei costi dell’energia e di tutti i mezzi tecnici (mangimi, concimi, ecc) ha aumentato in maniera insostenibile i costi di produzione. La coop 3A lamenta un aumento del costo giornaliero della razione alimentare delle bovine da latte di 1,43 €/capo costringendola a ridurre la remunerazione del latte a 34 cent/litro. L’accordo raggiunto in sede ministeriale con i maggiori acquirenti di latte (GDO) per un incremento del prezzo alla produzione di 4 cent./litro, non ha sortito ancora i risultati sperati. “Il comparto non può essere lasciato da solo”, afferma Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri Sardegna.

“L’Italia sta incrementando la produzione di latte vaccino ma il mercato è instabile anche per il mutamento dei consumi” – prosegue Pietro Tandeddu, direttore regionale di Copagri- i consumi di latte fresco tendono a diminuire, il consumatore riserva maggiore attenzione alle intolleranze, cresce il consumo di latte/non latte di derivazione vegetale.

In questo contesto è entrata in una situazione di insofferenza la 3A di Arborea, fiore all’occhiello dell’economia agricola isolana, un’azienda cooperativa con oltre 60 anni di vita che ha saputo organizzare gli allevatori verso il pieno controllo della filiera lavorando il 91% del latte bovino sardo, associando oltre 200 produttori, realizzando un fatturato vicino ai 200 milioni, al quarto posto in Italia per il latte alimentare. Non ride nemmeno l’altro ramo dell’allevamento bovino, quello da carne, ove la Coop Produttori, tra i pochissimi in Sardegna, si è dedicata all’ingrasso dei vitelli per mantenere nell’Isola il valore aggiunto derivante dalla produzione dei vitelli da ristallo. Bisogna ricordare che circa 50.000 vitelli isolani, all’età di 6 mesi, varcano il mare andando a “ ingrassare” gli imprenditori continentali”.

“E’ arrivato il momento – riprende Ignazio Cirronis – che la Regione convochi uno specifico Tavolo di Filiera per approfondire la situazione e ricercare insieme le soluzioni più adeguate e possibili; un Tavolo che veda la partecipazione delle 2 aziende richiamate, le Organizzazioni Professionali, le Centrali della Cooperazione, gli Istituti di credito, i Consorzi fidi, la GDO e le rappresentanze del ramo Horeca.”


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