Quartu, Sestu ed Oristano aprono i mercati all’aperto, Cagliari no! Perché, Sindaco Truzzu?

Quartu, Sestu ed Oristano aprono i mercati all’aperto, Cagliari no! Perché, Sindaco Truzzu?
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Mercati agricoli all’aperto in diversi comuni della Sardegna e nel resto d’Italia, addirittura anche in Lombardia, mentre il comune di Cagliari continua a vietare un’attività che ha meno rischi di un negozio o qualsiasi attività al chiuso. Il Presidente di Copagri Sardegna Ignazio Cirronis si rivolge all’Istituzione guidata dal Sindaco Truzzu

L’organizzazione che presiedo, Copagri, organizza da oltre 11 anni il mercato contadino La Terra e La Piazza che si svolge ogni sabato in Via Po ed ogni martedì presso il Teatro delle Saline. Orgogliosamente siamo stati i primi ad organizzare un mercato contadino in città e ci ha molto rattristato doverlo chiudere a seguito della ordinanza del Sindaco Truzzu, mentre le diverse disposizioni governative (tanto l’ultimo Decreto Legge che i diversi DPCM) ne permettono, esplicitamente, lo svolgimento, come tutte le altre attività di vendita di alimentari. Infatti nella maggior parte dei Comuni Italiani, persino in Lombardia, ed anche a Quartu ed Oristano e molti altri Comuni Sardi i mercati contadini sono aperti.

Chiediamo al Sindaco Truzzu per quali ragioni di carattere sanitario ha adottato questo provvedimento e/o quali analisi scientifiche sono alla base di questa decisione: perché possono stare aperti i mercati coperti e non quelli scoperti? Se si rispettano le norme di distanziamento e si adottano tutti i dispositivi sanitari previsti, perché può rimanere aperto un negozio di alimentari, anche molto piccolo, e non un mercato che si svolge su ampi spazi all’aperto e, nel nostro caso, in spazi confinati ?

Copagri non chiede una deregulation: nel nostro mercato abbiamo garantito, anche quando ancora il Sindaco Truzzu non aveva disposto la sospensione dei mercati all’aperto, condizioni di operatività che neppure nel singolo negozio possono essere rispettate: ingressi regolamentati per evitare assembramenti; obbligo di mascherine e guanti (per i produttori e per i consumatori); distanziamento tra gli operatori ed i consumatori e tra gli stessi consumatori; altoparlante in funzione che informa periodicamente circa l’obbligo di rispettare le norme. Dunque, per quali ragioni un’attività che rispetta tutti gli obblighi di prevenzione della diffusione dell’epidemia deve essere sospesa?

Il nostro mercato contadino, come ogni mercato alimentare all’aperto che rispetti le norme sanitarie richieste, può essere aperto; chiediamo pertanto al Sindaco Truzzu un’urgente correzione della sua ultima Ordinanza per permettere lo svolgimento di un importante servizio ai consumatori e per tutelare il reddito degli agricoltori che con tanto sacrifico esercitano la vendita diretta e la promozione dei prodotti locali. Il Sindaco stabilisca le norme che dobbiamo rispettare e noi ci adegueremo, ma non impedisca ai produttori agricoli di portare il pane a casa!

Ignazio Cirronis

Presidente regionale Copagri Sardegna


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