COMPARTO LATTIERO CASEARIO OVICAPRINO: AUMENTA LA PRODUZIONE DI PECORINO ROMANO

COMPARTO LATTIERO CASEARIO OVICAPRINO: AUMENTA LA PRODUZIONE DI PECORINO ROMANO
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Con qualche ritardo, sono stati resi noti i dati produttivi di pecorino romano della campagna 2019-2020 a tutto il mese di marzo 2020.

“La produzione, rispetto alla precedente campagna, è in aumento, ha dichiarato Pietro Tandeddu, – responsabile nazionale per Copagri del comparto ovicaprino – Ad oggi il trend di crescita è pari al 30% e non sappiamo cosa succederà nei mesi di aprile e maggio, normalmente i mesi di maggiore produzione. La tendenza all’aumento era già visibile nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio (+ 81% a febbraio) e cioè ben prima che emergesse l’epidemia di coronavirus. Non possiamo che contare su una rapida attuazione dei due bandi per l’acquisto di formaggi DOP da destinare agli indigenti per riportare in equilibrio la produzione ma è auspicabile l’approvazione di una misura di “ammasso privato” da finanziarsi con risorse nazionali, visto che il commissario UE per l’agricoltura ha già dichiarato di non poter disporre delle risorse necessarie per azioni di mercato.

Intanto, duole constatare che, con un inopportuno emendamento approvato in sede di discussione del decreto “milleproroghe”, si è data la facoltà alla ministra Bellanova di disporre l’obbligo della comunicazione, da parte dei primi acquirenti, dei dati di produzione di latte ovicaprino e dei suoi derivati entro il 31 dicembre, sebbene si tratti di una norma di pura trasparenza che non può essere considerato come un gravoso carico burocratico”.

“Stupisce però – rileva Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri Sardegna – che in relazione alla grave crisi che ha colpito il comparto scatenando le giuste ire dei pastori a partire dal mese di febbraio dello scorso anno, la Giunta regionale, ed in primis l’Assessora dell’Agricoltura, non abbia sentito l’esigenza di presentare un disegno di legge a supporto del settore per attivare non misure di carattere assistenziale, ma misure in grado di affrontare le difficoltà strutturali. Abbiamo, in più occasioni, sottolineato l’esigenza di orientare la produzione dei formaggi entro un quadro di diversificazione produttiva, favorire la destagionalizzazione delle produzioni di latte e, a monte, dell’agnello, indicare agli enti di ricerca e di servizio nuove linee di selezione genetica volte a rafforzare i parametri qualitativi del latte, farsi carico del coordinamento di un serrato confronto tra le parti interessate per l’approvazione di chiare, oneste e trasparenti regole di contrattazione, guidare i necessari processi di riorganizzazione delle strutture di trasformazione sul territorio regionale”.


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